• la fauna

Le cicliche eruzioni del vulcano hanno determinato più volte il suo spopolamento, ma la successiva ricolonizzazione è sempre avvenuta con successo, sia per la vicinanza alla fascia costiera che per il fatto di essere l'unico complesso montuoso al centro della pianura nolana. Oltretutto, le  condizioni climatiche favorevoli e la grande diversità ambientale, caratterizzante il Vesuvio e l'intero arco costiero del golfo, hanno favorito il mantenimento di una interessante comunità faunistica rappresentata da  piccoli mammiferi, uccelli ed insetti, perché la proverbiale e peraltro secolare antropizzazione del Vesuvio renderebbe difficile la diffusione di animali di maggiori dimensioni.
Recentemente, sono state classificate nella fauna locale 2 specie di anfibi, 8 di rettili, 138 specie di uccelli, 29 di mammiferi, mentre tra gli insetti si contano 44 specie di lepidotteri e 8 famiglie di apoidei e formicidi.
Gli anfibi presenti sono il rospo smeraldino e la rana verde, il primo è diffuso alle quote medio-basse del Vesuvio, la seconda predilige le pozze o le vasche artificiali.
Tra le 8 specie di rettili spiccano il cervone e il saettone, entrambi molto rari.
Per quanto riguarda i mammiferi, questi, come si accennava, sono per lo più di piccole dimensioni come ad esempio il ghiro, il topo quercino, il moscardino, quest'ultimo presente soprattutto nei boschi, e il riccio, molto diffuso su tutto il territorio vesuviano. Vanno,  inoltre, ricordati il coniglio selvatico, protagonista di una notevole espansione demografica, e la lepre europea presente soprattutto alle quote medio-alte.
I mammiferi predatori sono rappresentati dalla volpe, diffusa in tutti gli habitat, compresi quelli più intensamente antropizzati, dalla faina, che predilige gli ambienti forestali, e dalla donnola, presente soprattutto sul versante di Somma Vesuviana.
La fauna lepidotterologica del Vesuvio è meno consistente di quella presente sui complessi montuosi appenninici circostanti a causa della natura arida e rocciosa delle lave di recente formazione, tuttavia le buone condizioni climatiche, che qui si associano a frequenti piogge, hanno favorito la sopravvivenza di una fauna lepidotterologica tipicamente vesuviana, che invece è scomparsa nelle zone a valle dove l'urbanizzazione e la pratica di sistemi agricoli che prevedono un massiccio uso di insetticidi hanno snaturato la tipicità dei luoghi.
Le farfalle del Vesuvio sono importanti sia dal punto di vista biogeografico che conservazionistico, in quanto il vulcano è diventato ormai un'isola circondata da un'area urbanizzata fino allo spasimo.
Infine, riguardo la fauna alata, va segnalata un'alta frequentazione sia delle specie migratorie che di quelle nidificanti: la posizione del Somma Vesuvio lungo le rotte migratorie del Paleartico occidentale lo rende un sicuro riferimento per molti migratori, tra questi il falco di palude, il gruccione, la averla capirossa. Tra le nidificazioni più interessanti abbiamo la poiana, alcune coppie di falco pecchiaiolo e di sparviere, 5 di gheppio e 2 di falco pellegrino.

 
©2009/11 azienda agricola casa barone • P.IVA 03833401213 • • art m.barone • powered by resbinaria.com