• la floricoltura

Oltre 1000 aziende, molte di piccolissime dimensioni, coltivano fiori alle falde del Vesuvio, in particolare lungo il litorale tra Ercolano (100), Torre del Greco (500), Torre Annunziata (100) si concentra la maggior parte di esse.
In complesso nell'area vesuviana vengono prodotti e commercializzati all'incirca 2 miliardi di fiori l'anno, per un giro d'affari superiore ai 20 milioni di euro. Si tratta di una realtà produttiva in decisa espansione, ma con alcuni rilevanti problemi: l'estrema modestia delle strutture mercatali e i reiterati tentativi di infiltrazione della malavita organizzata. Molte speranze sono riposte sul nuovo mercato floreale di Napoli la cui nascita è stata deliberata dal Consiglio Comunale qualche anno fa, ma la sua edificazione è ancora di là dall'iniziare. Nel frattempo sarebbe opportuno incrementare produzione e commercializzazione proveniente dall'area del Parco Nazionale del Vesuvio dando all'area produttiva la configurazione di un distretto industriale. Costituirebbe, inoltre, scelta importante la creazione di un marchio, il che presupporrebbe una condivisa disciplina nella produzione, la certificazione di qualità, un’attività di promozione mirata, l'individuazione di mercati di riferimento, non trascurando quelli nuovi e, soprattutto, quelli di alcune aree del Mediterraneo dove produzioni simili sono limitate da fattori climatici. Infine, andrebbe attuata una politica territoriale per la realizzazione di trasporti veloci atti a raggiungere le aree della domanda.
Lungo queste direttrici, che presuppongono un'efficiente salvaguardia della legalità,  potrebbe dispiegarsi l'intervento istituzionale sia locale che nazionale di sostegno al settore, utilizzando risorse locali ed europee per sviluppare la floricoltura vesuviana portandola a cogliere le opportunità offerte dal mercato globale, magari studiando e applicando, ove possibile, l'esperienza olandese, nazione che climaticamente non farebbe sospettare una particolare predisposizione per la produzione floreale, dove, invece, il solo mercato di Amsterdam, l'Aalsmeer, non solo produce un giro d'affari di oltre 500 milioni di euro annui, ma è anche meta degli itinerari turistici olandesi. 

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